Fughedivino di Sara Zappoli

biglietto fiera libri per ragazzi bologna 2024

Non di solo vino è fatta la vita: riflessioni intorno all’uso dei social media nate dalla Fiera Internazionale dei Libri per Ragazzi.

libri appesi ad uno stand della fiera del libro a Bologna

Se è vero che fa bene uscire ogni tanto dalla propria bolla, perchè non dedicare un po’ di tempo anche a ciò che non è vino?

È di nuovo la mia cliente e amica Maria, maestra d’Arte della Scuolina Ottantotto Rosso a Firenze che mi ha portato nel suo mondo.

Questa volta l’ho accompagnata alla BCBF. Sì, e cos’è?! Mi chiederai.

La Fiera Internazionale di Libri per Ragazzi che ogni anno è ospitata a Bologna. Va bene, non c’entra nulla col vino ma tanto mi ha fatto riflettere sull’uso dei social media.

E ora ti racconto perchè.

Ho accompagnato Maria* per per creare contenuti e documentare la ricerca che fa sul campo per creare Laboratori sempre nuovi nella sua Scuola d’Arte.

[*Chi è Maria? Maria e la sua Scuolina sono la mia eccezione al mondo del vino. Ho sposato il suo progetto e ho deciso di collaborare con lei perchè adoro le sue idee e il modo in cui porta avanti le attività, dando importanza prima di tutto alla fase di studio e di ricerca alla base di un’opera d’arte]

Ecco dicevo che l’ho accompagnata per creare contenuti in fiera e la devo ringraziare davvero tanto perchè ne son tornata arricchita di pensieri e riflessioni che voglio condividere qui con te.

Sfogliando alcuni libri davvero mi sono accorta di quanto più diventiamo grandi, meno diamo valore all’invisibile.

Hai mai pensato a quanta immaginazione perdiamo nella vita che va avanti? Come se il nostro cervello da morbido e malleabile diventasse sempre più corteccia refrattaria alle cose che non si vedono.

E qui davvero leggere ogni tanto i libri nati per bambini e ragazzi ci aiuterebbe a riprendere un po’ di fiato e di quella sana leggerezza amica del cervello e dei pensieri creativi.

E poi cos’altro mi son portata a casa? Direi un fulmine a ciel sereno per me. Ho davvero capito quanto l’arte sia un mezzo per indagare il mondo e i pensieri di chi lo vive.

Io son rimasta scioccata dai disegni su questi libri.

Son le risposte di ragazzi e ragazze di 13-14 anni alla domanda:

Cosa minaccia oggi l’umanità?

Davvero son quasi rimasta a bocca aperta. Forse colpa mia che non mi son mai soffermata a pensarci? Boh. Non lo so.

Lì per lì mi è successo un po’ come quando non sai che pesci pigliare e poi ti accorgi che la soluzione l’hai sempre avuta lì davanti agli occhi.

Un po’ come quando senti ripetere continuamente dalle persone una sorta di verità comunemente accettata ma che non riesci mai a fare tua fino a che non la provi sulla pelle.

Io non so che sensazione tu abbia provato a vedere le immagini che ti ho lasciato sopra ma a me hanno fatto riflettere. A fondo e tanto.

Soprattutto sulla responsabilità che abbiamo noi adulti nel far conoscere ai più piccoli il mondo che abbiamo costruito dietro di noi fino ad oggi. E come cercare di affrontarlo per renderlo migliore.

Quello che mi ha colpito più di tutti? Vedere proprio i social media (e qui la deformazione professionale ci sta tutta eh) come minaccia. Sai che qui mi vengono in mente tante ma tante, tante, tante domande.

Sarà che forse, quei social, li usiamo ancora troppo e male per fare altro male a delle persone che vediamo solo come numeri?

Sarà che noi adulti abbiamo dato un esempio sbagliato?!

Presi dalla novità generazionale dello strumento lo abbiamo usato per l’ennesima volta nel modo più semplice, ovvero solo per apparire?

Come retino acchiappa gioie solo per non essere da meno rispetto a chi sembra prenderle tutte senza difficoltà?

Abbiamo sfruttato lo schermo per essere leoni da tastiera, omini, burattini manipolatori chiusi nella realtà che ci siamo costruiti?

Non lo so. Sono tanti pensieri che mi frullano in testa a 24 ore dall’aver visto quei disegni e per questo ho voluto subito fissarli qui, prima che fossero ovattati dal passare del tempo.

Pensieri che fanno rinforzare sempre più il mio punto fermo nell’utilizzo personale dei social media e nei consigli che do ai miei clienti per comunicarsi sui social. 

Io penso che i social media siano uno strumento come tanti. Non sono il male assoluto di per sé. E come tutti gli strumenti, diventano il male a seconda dell’uso che se ne fa.

Alla fine vai ad usare lo strumento in base a quello che è il tuo carattere, a quello che ti hanno insegnato, a ciò che vuoi rinnegare o confermare. Direi in base a quello che sei veramente. Manifestando quell’identità che forse conosci solo tu stesso perchè non hai mai voluto o non riesci a farla vedere ad altre persone.

E allora come noi adulti abbiamo la responsabilità di educare i più piccoli alla vita reale, allo stesso modo ci dovrebbe essere l’educazione alla vita digitale.

Per essere sui social quello che sei nella vita reale con onestà e gentilezza. E far capire che quei numerini segnati come follower non sono solo cifre ma persone con cui costruire lentamente nel tempo un rapporto di fiducia.

Senza fare differenza se due facce e le loro emozioni siano meno separate da uno schermo.

E tu che ne pensi di questa riflessione? Che emozioni hai provato nel vedere quelle minacce disegnate?

2 risposte

  1. Credo che la società e ormai da qualche anno i social media abbiano dimostrato sempre più che il mondo è malato.
    ma la malattia del nostro tempo è quella che è sempre esistita, ma ora ci sembra che si sia diffusa ovunque.
    Credo che la spiritualità sia in disuso tra l’umanità, per questo sentiamo tanta violenza, mancanza di amore e minaccia.

    1. Grazie mille Natália per il tempo che ti sei presa nel leggere l’articolo e condividere con me la tua opinione. Sono d’accordo con te sai! L’indifferenza, l’egoismo, il voler far male per il puro piacere di fare del male, per affermare la propria superiorità sono sempre esistiti. E purtroppo, non facciamo altro che riportare questa vita reale sullo specchio della vita digitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre letture consigliate per vignaiolə e winelover